<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1713403922065449090</id><updated>2011-08-29T13:22:05.999+02:00</updated><category term='finestra'/><category term='fiaba'/><category term='bimbumbam'/><title type='text'>Ti racconto una fiaba (versione raccoglitore)</title><subtitle type='html'>La raccolta di tutte le fiabe a puntate presenti su &lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it"&gt;Ti racconto una fiaba&lt;/a&gt;.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://unafiaba.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1713403922065449090/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unafiaba.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it"&gt;Ti racconto una fiaba&lt;/a&gt;</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14971205579817132344</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>3</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1713403922065449090.post-1277971802670865525</id><published>2010-12-01T12:26:00.005+01:00</published><updated>2010-12-01T12:29:00.875+01:00</updated><title type='text'>Ti racconto una fiaba si trasferisce!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_lk15nc-45Co/TPYxOSe3_3I/AAAAAAAACNc/LbJ1ihexfGo/s1600/logo_soldatino_scritta_medium.png"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 120px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_lk15nc-45Co/TPYxOSe3_3I/AAAAAAAACNc/LbJ1ihexfGo/s320/logo_soldatino_scritta_medium.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545674112702611314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/"&gt;Ti racconto una fiaba&lt;/a&gt; si è trasferito su &lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it/"&gt;www.tiraccontounafiaba.it&lt;/a&gt; lì potrete trovare tutti i nuovi racconti e tante novità per partecipare anche voi!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1713403922065449090-1277971802670865525?l=unafiaba.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1713403922065449090/posts/default/1277971802670865525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1713403922065449090/posts/default/1277971802670865525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unafiaba.blogspot.com/2010/12/ti-racconto-una-fiaba-si-e-trasferito.html' title='Ti racconto una fiaba si trasferisce!'/><author><name>&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it"&gt;Ti racconto una fiaba&lt;/a&gt;</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14971205579817132344</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lk15nc-45Co/TPYxOSe3_3I/AAAAAAAACNc/LbJ1ihexfGo/s72-c/logo_soldatino_scritta_medium.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1713403922065449090.post-1592252994454107187</id><published>2008-01-18T15:30:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T13:10:08.066+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiaba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bimbumbam'/><title type='text'>Lo strano mondo di BimBumBam</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/edde2e22761a4690b589ec09dfa188e8.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://files.splinder.com/edde2e22761a4690b589ec09dfa188e8.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Nello strano mondo di BimBumBam nasci pari o dispari. Nient'altro: o pari o dispari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi nasce pari è sveglio nei giorni pari, chi nasce dispari è sveglio nei giorni dispari. I dispari sono i privilegiati, quelli che hanno l'opportunità di vivere due giorni di fila a Gennaio, Marzo, Maggio, Luglio, Agosto, Ottobre e Dicembre. Il destino gli concede persino un 29 febbraio ogni quattro anni&lt;br /&gt;- piove sempre sul bagnato - anche nello strano mondo di BimBumBam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buffa situazione di persone che non s'incontrano mai, di vite separate, di un'organizzazione complessa, perchè esiste il postino dei pari e quello dei dispari, il Presidente dei pari e quello dei dispari, il disoccupato dei pari e quello dei dispari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni famiglia ci sono i pari e i dispari, i bambini nascono indifferentemente nel sonno e nella veglia, unica concessione del destino dello strano mondo di BimBumBam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo una cosa nessuno aveva mai osato affrontare sfidando l'esser pari o dispari: l'Amore. Era giudicato sconveniente, quasi fosse moralmente riprovevole potersi innamorare di qualcuno che facesse parte dell'Altra Vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, anche nello strano mondo di BimBumBam, successe ciò che la ragione, la convenienza, la morale artefatta non possono contenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui, pari, la vide. Lei, dispari, dormiva. Lui, giardiniere-pari. Lei, segretaria-dispari. Lui, in giardino a lavorare. Lei, sul letto con le tende dimenticate aperte. Lui, rimase folgorato. Lei, dormiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Tre margherite. Cinque petali ciascuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- M'ama, non m'ama, m'ama, non m'ama, &lt;a href="http://joncur.splinder.com/post/13064810/M%27ama+non+m%27ama" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;m'ama&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; - la spogliò mentalmente, prima di considerare che &lt;em&gt;m'ama&lt;/em&gt; è dispari. &lt;em&gt;M'ama&lt;/em&gt; appartiene all'Altra Vita. Era la Prova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul biglietto ribadì: "&lt;em&gt;t'amo, non t'amo, t'amo, non t'amo, T'AMO&lt;/em&gt;". Lasciò tutto al limitare del giardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si svegliò, in un brivido del mattino s'avvolse di coperte e di brezza profumata. Profumata? Ma di che? Profumo di margherite. Tre. Cinque petali ciascuna. Un biglietto. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;"&lt;em&gt;t'amo, non t'amo, t'amo, non t'amo, T'AMO&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrossì d'emozione e prese inconsapevolmente a ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;"m'ama, non m'ama, m'ama, non m'ama, &lt;em&gt;m'ama&lt;/em&gt;". Chi m'ama?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciò i petali al limitare della casa. Lasciò i petali dove lui li potesse ritrovare. Lasciò i petali come ricevuta di ritorno.  Altro gesto inconsapevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gongolò davanti ai petali appassiti. Inconsueta conferma. Lei sapeva che lui l'amava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciò al limitare del giardino tre foto: un suo sorriso, un suo broncio e uno scatto rubato. - Chi vorrei sempre essere, chi mi capita d'essere, chi sono - pensò. Lasciò tre fiori di ciliegio, cinque petali ciascuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorrise con la foto sorridente, si imbronciò con il broncio e un passero la distrasse mentre guardava lo scatto rubato. Lasciò, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;al limitare della casa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;, lo scatto rubato con un suo bacio stampato e mise le altre nel cassetto del comodino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioì davanti al bacio. Inconfutabile prova. Lei sapeva che lui voleva il suo amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciò al limitare del giardino un anello d'oro bianco, rosso e giallo. Lasciò tre fiori di pesco, cinque petali ciascuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;BimBumBam è un mondo strano, dove la Regola è dettata dalla natura che divide una Vita dall'Altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se tre fiori carichi d'amore possono varcare questo confine, perchè non lo può fare un giardiniere pari?" era il pensiero fisso dell'innamorato alla ricerca della via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come si rompe una regola di natura?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eminenti scienziati si erano scontrati con l'ineluttabilità delle Vite. Ricerche incrociate, pari e dispari, scambi di conoscenza tra le Vite, ma sempre un nulla di fatto. Limite invalicabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure qualcuno giurava di avere intravisto l'Altra Vita. Personaggi strani, ai margini della scienza ufficiale, filosofi dell'estremo, scardinatori di pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno di questi uomini sognava da una vita di vedere il sorriso del figlio, nato dispari, da genitori pari. Crudeltà del destino assai comune nello strano mondo di BimBumBam, tanto che i genitori effettivi divengono parenti della stessa Vita alla quale appartiene il bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li chiamavano gli Uomini dell'Istante. Erano coloro che inseguivano l'Istante Indefinito. L'istante a cavallo delle Vite. L'Istante Indefinito che non era nè pari nè dispari. L'Istante Indefinito che era sia pari sia dispari. Una lotta contro le regole del tempo. Un paradosso di Achille e della tartaruga non nello spazio ma nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un inseguimento costante verso la perfezione dell'indefinito, una corsa per insinuarsi nell'unica piega temporale disponibile e chiudercisi dentro. La ricerca della summa delle due Vite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivevano tra leggenda e realtà, tra conoscenza e misticismo, tra comprensione e derisione, tra l'essere e l'Essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu l'Amore che spinse il giardiniere Pari dall'Uomo dell'Istante. Fu l'Amore che spinse quell'Uomo dell'Istante all'ansiosa ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare strano, ma tutto lo è nello strano mondo di BimBumBam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; L'infinitamente piccolo del tempo si fonde con l'infinitamente grande dell'amore nello squarcio temporale che congiunge una Vita all'Altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Uomo dell'Istante si circondava di oggetti dispari. Cinque erano le sedie attorno al tavolo, tredici i quadri nello studio, centocinque le farfalle della sua collezione e trecentoventinove i libri sugli scaffali. Nove le penne, sette i microscopi e tre i telescopi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ossessione per l'Altra vita, tanto che, constatata l'impossiblità di portare gli occhi a tre, se n'era fatto cavare uno. Uno sprazzo di razionalità l'aveva fatto propendere per quello da cui vedeva peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Eccolo lì", pensò il giardiniere pari, "l'uomo che mi condurrà per mano nella mia follia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ispirava fiducia, con la sua benda sull'occhio. Un bucaniere in camice bianco. Alla guida di una zattera solitaria. Alla ricerca del tempo che non c'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Amore era l'unico punto fisso di quella ricerca. La luna che non indica nulla, ma che rischiara ed accompagna nel cammino. Con le sue fasi, quella di pieno chiarore e quella di buia assenza. Ma la luna esiste, sempre e comunque, anche quando non appare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giardiniere pari, pensò alla fanciulla dispari e parlò:&lt;br /&gt;- voglio trovare l'Istante - sentenziò pragmatico&lt;br /&gt;- non è il "voglio" il problema, ma il "posso" - rispose il bucaniere&lt;br /&gt;- con l'Amore si può - azzardò con piglio da ventenne&lt;br /&gt;- l'amore aiuta, ma non basta - s'incupì l'uomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- io ho visto l'Istante - proseguì lo scienziato, - io l'ho vissuto, ma l'ho perso perchè mi sono fatto trascinare dalla certezza dell'Amore -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giardiniere perse le ultime parole, invaghito di quel "io ho visto". Lui vide lei aprire gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 0);"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Se ne stava alla finestra, ad osservarla, in attesa dell'Istante. L'Uomo era stato chiaro: "devi coglierlo, lasciarlo dilatare, lasciare che l'Istante successivo si fonda, senza che il Tempo se ne accorga".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un inganno perfetto. Con l'Amore si può, ma serviva pure la concentrazione, l'intenzione, la disciplina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disciplina e Amore, accostamento agrodolce, sale e zenzero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si esercitava cercando di cogliere i cambiamenti nel colore di un petalo da un istante all'altro. Una ricerca ossessiva del fluire istantaneo della vita. Un viaggio nell'infinitesimamente breve per scoprirne la bellezza, coglierla, rielaborarla: viverla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un &lt;em&gt;carpe diem&lt;/em&gt; enfatizzato. Un &lt;em&gt;carpe diem&lt;/em&gt; che non si concentrasse sull'oggi. Un &lt;em&gt;carpe diem&lt;/em&gt; dell'Istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Rimaneva estasiato davanti alla corsa di una lepre, riuscendo a discernere un balzo dall'altro. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Osservava il frenetico sbattere d'ali di una libellula e riusciva ad amare la fluidità del singolo movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giardiniere osservava Lei, in attesa dell'Istante. Si sentiva pronto. Sapeva che era la sua occasione. Il cuore batteva. Lo sentiva. Ogni palpito. Ogni respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Respiro che cercava di sincronizzare con quello di Lei, come l'Uomo dell'Istante gli aveva insegnato. Tutto doveva essere sincronizzato, persino il battito del cuore. L'Istante non concede scampo. E' l'Istante stesso a prendere il sopravvento se non lo si riesce a dominare. O tu o l'Istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo. 23.59. Pari.&lt;br /&gt;Ci siamo. 0.00. Dispari. O no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No! Non ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' l'Istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono gli occhi di lui che si chiudono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono gli occhi di lei che si aprono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo del battito di una palpebra è l'unità di misura dell'Istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infinitamente piccolo. Infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccolo quanto dura quello sguardo. Grande quanto vale quello sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccolo come la consistenza di un amore platonico. Grande quanto il suo tramutarsi in conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La disciplina! La disciplina!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentì queste parole nella sua testa il giovane giardiniere mentre cadde addormentato nel giardino della sua amata. Che lo vide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Disciplina e passione. Sarebbe stata la magica alchimia tra questi due componenti a permettere il dilatarsi del tempo. Acqua e olio, da mescolare con pazienza per un'emulsione dal sentore alchimistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se lo trovò davanti per la prima volta, addormentato, al limitare della sua stanza. Si perdette nei suoi occhi che non poteva vedere, come se fosse entrata prima che lui li chiudesse, come se fosse stata rapita nello sbattere di palpebre impercettibile di quell'Istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo coprì, con una delle sue coperte profumate di lavanda, gli mise un cuscino sotto la nuca e rimase ad osservarlo fino al mattino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ne innamorò di nuovo. O forse se ne innamorò davvero. O forse capì che l'amore evolve. Prima al buio di luna, poi al chiaro dell'alba, poi nella luce del sole. Sempre di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo trascinò in camera, in modo che nessuno lo potesse scoprire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrutò tutto il giorno. Sapeva che anche lui l'aveva guardata con gli stessi occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginò i suoi pensieri e fantasticò un dialogo tra le Vite. Sapeva che lui le stava rispondendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo baciò. Sapeva che anche lui la stava baciando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva lo stesso sapore di quelle foto che custodiva nel comodino. Aveva lo stesso profumo di quei fiori lasciati al limitare della stanza. Aveva la stessa luce di quell'anello che indossava di notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S'addormentò, mentre lui si svegliava tra le sue braccia, nel risveglio più dolceamaro della sua vita. Tra le braccia di lei che lo lasciava sbocciare in un altro giorno solitario. Pari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornò con gli occhi velati dall'uomo dell'istante che lo stava aspettando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;I bambini giocavano nello strano mondo di BimBumBam, con la consapevolezza che non avrebbero mai potuto farlo con i bambini dell’Altra Vita.&lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;- Ma ci pensi? -, fantasticavano tra loro, - una partita a palla prigioniera, Pari contro Dispari? – &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;- Li schiacceremmo -, si rassicuravano l’un l’altro senza timore di smentita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Erano così lontani dalle passioni d’amore del giovane giardiniere, eppure nelle loro testoline, immaginavano l’incontro, cogliendo fino in fondo il fascino dell’Altro Mondo. Lo straordinario magnetismo dei poli opposti che si attraggono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il giovane giardiniere si presentava all’Uomo dell’Istante&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;con lo sguardo ferito di chi ha deluso, ma con l’orgoglio fermo di chi quella partita a palla prigioniera la vorrebbe giocare sul serio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;- Mi sono fatto prendere dall’Istante. Mi ha rapito. Mi ha portato via. Nemmeno me ne sono accorto -, raccontò, mentre l’Uomo dell’Istante che già sapeva lo ascoltava teneramente. Comunque. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;- Ho scordato la disciplina. Non ho saputo che farmene preso dalla passione. Disciplina e passione sono incompatibili – s’arrese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;“Già letto, già scritto, già visto ” pensò silenzioso l’Uomo dell’Istante mantenendo il sorriso dolce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;L’eterna lotta, che lui aveva perso in passato. La passione ti trascina nell’Istante, ma la mente non la segue e l’Istante diventa solo una deflagrazione d’amore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Serve la mente per dilatare l’Istante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;E’ necessario che la mente segua la passione, che le dia sostegno, che non si lasci impaurire dalla fiamma.&lt;br /&gt;E’ necessario che la mente non abbia paura del fuoco e del fragore dell’esplosione.&lt;br /&gt;E’ necessario che la mente si convinca che non c’è nulla da temere nel gettarsi nel cratere di un vulcano in eruzione.&lt;br /&gt;E’ necessario che la mente impari a negare la ragione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;E’ necessario che la mente lasci, per una volta, dominare la passione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;- E’ proprio in quel momento, quando la mente percepisce lo scorrere dell’Istante che entra in gioco la disciplina – disse l’Uomo, - è lì che la mente deve negare sé stessa, allontanarsi da ciò che le pare scontato e portarti su un piano diverso . Altrimenti tutto finisce, nella ragionata consapevolezza che l’amore non esiste -.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il giovane giardiniere soffriva tremendamente a queste parole. Soffriva perché non voleva contaminare la propria passione con la timorata razionalità. Soffriva perché avrebbe voluto dedicare solo l’anima, tralasciando quella forte consapevolezza del non-potere che presidiava gli spazi della mente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Soffriva, perché la razionalità offriva questo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;- La disciplina aiuta. La disciplina è la perseveranza di lasciare che la razionalità ci guidi verso le nostre paure – affermò l’Uomo con tono sacrale, - quindi, quando vedi l’istante, buttati dentro, senza pensare che possa scorrere via – &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il giovane giardiniere, questa volta, ascoltò, fino in fondo e tornò nel giardino dell’amata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Ecco l’Istante.&lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Ecco l’Inizio dell’Istante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Gli sguardi si abbracciano. Di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Siamo a metà Istante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Esiste un’altra metà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La disciplina lo controlla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La disciplina porta la mente a scivolare nella passione degli occhi di lei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;L’istante è piccolo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Infinitamente piccolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Infinitamente è affine con infinito, la tartaruga lo sa. La matematica si fonde con la metafisica, la ragione con la passione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La mente è nell’infinito degli occhi di lei. Ci resta con disciplina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;L’infinito non è né pari né dispari. Purché non lo si voglia a tutti i costi moltiplicare. Quanto è sciocco provare a moltiplicare l'infinito.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Gli occhi di lei, gli occhi di lui, l’amore, l’infinito, appartengono ad entrambe le Vite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Lasciare, con disciplina, che la mente vaghi consente ai due di non essere né &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;pari né dispari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il racconto di quell’istante potrebbe dilatarsi all’infinito, perché quell’Istante è infinito. Sia pari sia dispari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Le margherite sbocciavano numerose nei prati, senza che nessuno potesse contarle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1713403922065449090-1592252994454107187?l=unafiaba.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1713403922065449090/posts/default/1592252994454107187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1713403922065449090/posts/default/1592252994454107187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unafiaba.blogspot.com/2008/01/lo-strano-mondo-di-bimbumbam.html' title='Lo strano mondo di BimBumBam'/><author><name>&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it"&gt;Ti racconto una fiaba&lt;/a&gt;</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14971205579817132344</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1713403922065449090.post-8213233835708769358</id><published>2008-01-18T14:45:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T15:29:53.043+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiaba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finestra'/><title type='text'>La finestra di dietro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/2e295a8f9a4a0474c06f793a806c3eb2.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://files.splinder.com/2e295a8f9a4a0474c06f793a806c3eb2.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; "Voglio sapere cosa c'è dietro!", urlò il re. In fondo, per il re, tutto è legittimo. Il re si fa le leggi da solo, credo pure possa dominare se stesso. Il re ha diritto di sapere cosa c'è dietro. Il re possiede pure il dietro, che detta così non viene bene, ma l'ha detto il re.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;"Aprite", gracchiò il ciambellano con la bocca sporca di zucchero. Sarà stata la ciambella. Ma tutto taceva dietro la finestra. Che poi non so nemmeno come potrebbe parlare il dietro di una finestra. Ma il re è il re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"C'è un tesoro, ma c'è pure il fantasma lì dietro" disse una canuta passante che sembrava lei stessa un fantasma sopraffatto dal riverbero del muro bianco. "Se lo dice un fantasma, deve essere proprio vero" pensarono le guardie del re, sempre guardinghe e anche un po' guardone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Aprite!", urlò di nuovo il ciambellano che non si rassegnava. Anche, a dirla tutta, non si sa se fosse inquieto per la fine della ciambella o per quella finestra chiusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo pure che non si capiva bene nemmeno a che casa appartenesse, non c'era una porta da nessuna parte da cui si potesse entrare e la finestra si sa, è fatta per essere aperta dall'interno, mica si possono violare le regole de regno. E l'editto era chiaro: "le finestre si aprono dall'interno". L'ha detto il re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Apriamo la finestra!" disse il re. Ma il re può disubbidire al re? No, nessuno può disubbidire al re. Ma il re può tutto, quindi può. O no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le guardie facevano un passo avanti e uno indietro. Ne usciva strana marcia sottolineata dal rutilante rullo dell'araldo che faticava a tenere quel pazzo passo. Resta il fatto che le guardie guardinghe in ogni caso avrebbero disubbidito al re. Testa mozzata assicurata. E non è bella da vedere una guardia guardinga reale senza testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si fece avanti lo scemo di corte e con quel sorriso sperduto lungo le vie dell'illogicità affermò con finta consapevolezza: "e se fossimo noi all'interno?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; Lo scemo del villaggio fu nominato seduta stante, in piedi davanti al re regnante, genio di corte. Con tutta la cerimonia salameccosa che tanto piaceva a quel golosone del ciambellano, sarà che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;tutto quello zuccheroso rituale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; gli ricordava le sue amate ciambelle .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova visione che aveva regalato al regal re permise ora che il tanto atteso ordine venisse nuovamente pronunciato nella sua forma riveduta e corretta perfettamente conforme ai dettami del regno. Con il solito aspetto regale ed un tono regolare, il re disse:  "aprite quella finestra! voglio vedere cosa c'è lì fuori!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco le guardie guardinghe che, sbloccatesi dal passo pazzo riuscirono finalmente ad avanzare con fare minaccioso verso la finestra. Il più guardingo rimase a guardare il compagno più robusto che infilzò la spada tra la finestra e il muro che amorevolmente l'avvolgeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per inciso, di certo tra la finestra e il muro era amore, si vedeva. Nella sostanza diversi ma palesemente inseparabili. Pareva scritto nelle venature del legno e nelle sottili crepe del cemento, pareva chiaro ai più che non sarebbe stato affatto semplice separare due che si amano come quel muro e quella finestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ora azione, azione ci vuole: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;la guardia guardinga s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;pinse con delicatezza, quasi a non rompere l'incantevole incantesimo d'incanto collettivo che avvolgeva il capannello di gente uscita dalle proprie capanne per assistere al Grande Evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... la guardia guardinga ride e tira più forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;la guardia guardinga sorride e inizia a sudare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;la guardia guardinga s'acciglia e diventa paonazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;la guardia guardinga delusa molla la presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci provano in due ora, guardia guardinga robusta e guardia guardinga che stava a guardare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... le guardie guardinghe ridono e tirano più forte.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;le guardie guardinghe &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; sorridono e iniziano a sudare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;le guardie guardinghe s'accigliano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;diventano paonazze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;crack" la spada si spezza e ruzzoloni le guardie guardinghe abbattono il capannello di gente venuta dalle capanne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in quel momento, sotto lo sguardo rabbioso del re che pensava di licenziare il real mastro spadaio che il giocoliere di corte, mentre gioca con le sue dodici uova senza farne cadere una, esclama gioioso: "ci dovrà pur essere una maniglia!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il real giocoliere di corte fu nominato seduta stante, in piedi davanti al re regnante, real genio di corte. Il real genio di corte in carica fu declassato a scemo del villaggio, giacchè non era venuta a lui quell'idea brillante e passò alla storia come genio di corte meno duraturo. Entrò nel Guinness, ma il re regnante, per non dare soddisfazione allo scemo del villaggio, ne vietò la pubblicazione con un editto tanto severo che pure la birra ebbe problemi ad essere importata nel regno del re regnante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu così che il re dovette ritirare l'editto per un ubriacante sciopero degli ubriaconi che avevano un ruolo importante nell'equilibrio sociale nel regno del re regnante. Quel loro ondeggiare rendeva il popolo allegro e il re regnante non avrebbe mai voluto avere un popolo triste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La birra tornò nel regno del re regnante e gli ubriaconi erano di nuovo assiepati tra il capannello di gente uscita dalle proprie capanne per ammirare l'evolversi degli eventi della finestra di dietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo genio, tutto tronfio e trionfante se ne stava su un tronco per vedere meglio, mentre il genio tornato scemo se ne stava disperato in disparte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mastro manigliaio del regno del re regnante aveva costruito una maniglia su misura, giusta giusta per la finestra. Pareva proprio la sua, pareva fosse lì da secoli, pareva che quella maniglia fosse nata lo stesso giorno di quella finestra. Era proprio bravo il mastro manigliaio, figlio di manigliai, nipote di manigliai, bis-nipote di manigliai, tris-nipote di manigliai. Purtroppo pare che i quadris-nonni facessero i maniscalchi, erano l'onta della famiglia. Traditori. Li ricordavano tutti come l'infamia della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il real manigliaio si avvicinò alla finestra, vi appoggiò la maniglia, prese dalla tasca due chiodi e ... mirabilia strabilia ... invece di martellare, prese un coso e girò, girò, girò, girò, girò, girò, finchè il chiodo non entrò. Che poi, a guardar bene, non era nemmeno un chiodo, ma un coso pure quello. Due cosi, uno per girare e uno che entra. Cosi tutte e due, ma diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il real manigliaio, sapeva che avrebbe stupito con i suoi cosi e aveva preparato un bel discorsetto: "mio re, amici tutti, popolo del regno del re regnante, questo l'ho chiamato realchiodo" proclamò alzando uno dei due cosi. E continuò: "... è come un chiodo, solo che è meglio", alzando l'altro coso invece disse: "e questo l'ho chiamato girarealchiodo, perchè serve per girare il realchiodo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il re, offuscato dalla ruffianeria del real manigliaio e dal pensiero che la storia l'avrebbe ricordato come "il re del chiodo migliore", si complimentò con il real manigliaio, senza sapere che il quel baro del Barone Vito de Vitis trafugava l'idea all'istante sbirciando dal balcone di fronte e brevettando il vito e il giravito prima del realchiodo e del girarealchiodo del neo-real-genio di corte. Che poi la Baronessa volle che fosse fatto tutto in suo onore: vita e giravita. Allora si mediò è fu vite e giravite, che poi come divenne cacciavite pare fosse colpa del guardiacaccia dei due. Che poi mi ricorda qualcosa ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il re regnante, all'oscuro degli intralci (e pure dei tralci) di Vitis, era visibilmente soddisfatto. Una piccola rivincita su chi l'aveva criticato per la scelta di un manigliaio con un quadris-nonno maniscalco, sapeva che il suo ardire prima o poi sarebbe stato premiato. Fu così che, in tutta fretta, nominò il real manigliaio genio di corte rispedendo il neo-ex-giullare alla sua dozzina di uova e stracciando di nuovo il record sopra citato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminati i riti di rito, il re regnante, a gran passo, s'avvicinò alla maniglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il neo-real-genio di corte ammirava la maniglia con orgoglio di manigliaio, perchè il suo cuore batteva ancora da manigliaio, non s'era arreso all'evidenza d'esser genio, non poteva pensare d'esser altra macchia nella famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il re appoggiò la mano, sorrise, guardò la regina, sorrise di nuovo, lei capì e lui non aprì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 0);"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il popolo guardò la regina, negli occhi. Il ciambellano guardò la regina, negli occhi. Il neo-real-genio di corte, accantonò il proprio rammarico di non essere più manigliaio e guardò la regina, negli occhi. Gli ubriachi provarono a guardare la regina, negli occhi. Tutti guardarono la regina negli occhi, tranne il re, che l'aveva già guardata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regina aveva occhi verdi. Gli occhi della regina erano belli. La regina era bella. La regina era vestita di verde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi della regina erano grandi. La regina aveva occhi profondi come le valli del regno del re regnante.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La regina aveva un'anima accogliente come le valli del regno del re regnante. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La regina era grande, nell'anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regina aveva occhi intensi. La regina aveva occhi che sorridevano. La regina aveva un sorriso che riempiva il regno del re regnante. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La regina andava vissuta tutta d'un fiato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Nessuno capì gli occhi della regina. Nessuno capì la regina, tranne il re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il re aveva occhi verdi. "Per specchiarmi meglio nei tuoi" le diceva spesso. Magia d'intesa, che vorrebbe restare mistero, per non rompere l'incantesimo del "solo io e te", ma non si può. Un re ha responsabilità sul regno regnato. Un re è tale finchè qualcuno lo chiama re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda il capannello di gente uscita dalle capanne, il ciambellano sporco di zucchero, il real genio, gli ubriachi sobri di curiosità. Sorride di nuovo, anzi, non aveva mai smesso di sorridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decise di non parlare, decide d'agire. Azione e parola. Dire, fare, mare ... baciare. Ecco cosa mancava. Baciare. Era pure scritto sullo stendardo che capeggiava sul suo palazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, ma non dimenticare di baciare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire, fare, mare, baciare. Il regno si fondava su quello. Da generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Baciare", pensò mentre si avvicinava alla regina. "Mare", pensò mentre la baciava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;L'incanto fu rotto dall'incedere lento e inconfondibile. Lo sferragliare del ferro di cavallo del cavallo del cavaliere cavalcante del regno del re regnante. Nero il cavaliere, nero il cavallo, nere le bardature, nere le briglie, nera l'armatura e nera l'arma. Lo scemo del villaggio, che fu un tempo genio, era l'unico a chiedersi perchè fosse chiamato Il Cavaliere Nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosciuto anche come Cavaliere Guastafeste per la capacità innata di apparire nei momenti meno opportuni, il Cavaliere Nero si divertiva a scorrazzare con la sua corazza cercando capannelli di gente uscita dalle capanne su cui sbrodolare il proprio ego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il re continuò come se niente fosse a baciare con gusto la propria regina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il ciambellano ingoiò la propria ciambella di tutta fretta, per paura che il Cavaliere Nero la infilzasse con la sua lancia nera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scemo continuò a chiedersi l'origine di quel nome originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolo cascò nella trappola fascinosa del fascino del Cavaliere Nero. Ululò tanto forte da svegliare il re e la regina dal torpore del bacio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il cavaliere, il cavaliere", urlavano tutte le donzelle ammiccando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il cavaliere, il cavaliere", urlavano gli ubriaconi brindando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il cavaliere, il cavaliere", urlava il ciambellano trangugiando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nero, Nero, ...", faceva eco lo scemo del villaggio, ormai smarrito nel suo dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Cavalier Guastafeste, scese destro alla destra del destriero. Ammiccando alle donzelle, brindando con gli ubriaconi, trangugiando una ciambella del ciambellano, confermò: "Nero, per servirvi, vostra regal maestà del regno".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Chi t'ha chiamato', pensò il re tra sè e il re regnante, sè stesso medesimo. "Benvenuto!", esclamò la sua anima ligia al ruolo di reale re regnante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Cavaliere Guastafeste, senza macchia e con l'unica paura di sbiadire il proprio neronero, proclamò con una fierezza che sbigottiva i bigotti: "ho saputo che c'è una finestra d'aprire, io e la mia spada nera siamo qui per questo!". Quella spada sguainata, tutta nera, a dire la verità spaventò parecchio i bigotti, ai quali bastò quel preambolo per rimbigottirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Perchè brandirà la spada quando c'è una splendida maniglia a portata di mano?', pensò di nuovo il re tra sè e il re regnante sè stesso medesimo. "Che splendida spada!", lo lodò il re con quella regal ruga d'assenso in mezzo alla fronte, proprio sotto la regal corona reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto bello imbrodato, il Cavalier Guastafeste si levò la superflua armatura neranera e sfoggiò un completo neronero in velluto del regno. E fu dèjà vu:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... il Cavaliere Guastafeste ride e tira più forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;il Cavaliere Guastafeste&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; sorride e inizia a sudare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;il Cavaliere Guastafeste&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; s'acciglia e diventa paonazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;il Cavaliere Guastafeste&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; deluso molla la presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardinghe le guardie sorrisero nella follia del "mal comune mezzo gaudio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coda tra le gambe, rimise l'armatura e destro salì da destra sul suo destriero.  Sinistramente s'allontanò il Cavaliere cavalcando un cavallo neronero sbiadito dall'imbarazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Non ha visto la maniglia', penso tra sè e il re regnante sè stesso medesimo il re regnante. E lo sguardo fu di nuovo lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il re regnante s'avvicinò alla maniglia. La vedeva chiara e limpida davanti a sè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il re regnante era realmente regalmente pomposo, con la sua corona schiacciata sul capo, il suo capannello di gente uscito dalle capanne che lo guardava, il suo ciambellano con la ciambella, i suoi ubriachi e la regina. "Mia regina, è per te!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; Il muro tiene, la finestra tiene, la maniglia tiene ... il re ride e tira più forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;maniglia &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;il re&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; sorride e inizia a sudare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;maniglia &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;il re&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;s'acciglia &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;e diventa paonazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Il muro tiene, la finestra tiene, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;maniglia &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;tiene ... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;il re&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt; deluso molla la presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tremore nel capannello di gente uscita dalle capanne, ciambella di traverso per il ciambellano che per poco non ci lascia le penne, sprazzo di lucidità per gli ubriachi e sguardo immutato per la regina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La maniglia, dal canto suo, se ne stava tranquilla tranquilla appiccicata alla finestra. Il manigliaio l'aveva forgiata per lei. Fu per questo che il muro si strinse attorno alla finestra, folle di gelosia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti tacquero taciturni nel silenzioso silenzio della real delusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu una risata ad arridere al ridente futuro. Fu la risata di un bimbo che non resistette a all'irresistibile desiderio di ridere irresistibilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bambino rideva e contagiava prima il primo vicino, secondariamente il secondo, terziariamente il terzo, fino al millesimante millesimo. Caddero tutti in uno stato di incosciente, incommensurabilmente, risibile risata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regno rideva. Tutto il regno rideva.  Persino il Cavaliere Nero, da lontano non resistette alla risata e s'assordò nell'eco della sua armatura neranera. La nobiltà accorse dai dintorni, i contadini dai campi, i vagabondi dal mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu in quel momento che accadde:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La finestra, lesta, s'aprì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lestamente fu silenzio.&lt;br /&gt;Lestamente fu partenza.&lt;br /&gt;Lestamente fu viaggio.&lt;br /&gt;Lestamente fu traguardo.&lt;br /&gt;Lestamente fu stupore.&lt;br /&gt;Lestamente furono sguardi.&lt;br /&gt;Lestamente fu riso e pianto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;La finestra, lesta, si chiuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Ognuno stette in silenzio, partì, viaggiò, arrivò, si stupì, si guardò e, rise o pianse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci fu il tempo di capire cosa fosse realmente dietro quella finestra. Ognuno ebbe un'esperienza diversa, ognuno ebbe la PROPRIA, ognuno fece il PROPRIO viaggio. Ognuno visse sè stesso.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Ognuno stette in silenzio, partì, viaggiò, arrivò, si stupì, si guardò e, rise o pianse; di nuovo, come in un turbine di vite senza fine che cadono dentro sè stesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;Ci fu chi si accontentò, chi rimase deluso, chi affascinato, chi spiazzato, chi affamato, chi provato, chi annoiato, chi entusiasmato, chi disorientato, chi imbambolato, chi inorgoglito, chi triste e chi invece non smise mai di ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu chi avrebbe voluto aprire di nuovo la finestra, ma il re lo vietò. E si sa: nel regno del re regnante ciò che dice il re deve essere rispettato persino dal re. Nemmeno il re seppe perchè l'avesse vietato, ma si sa, ciò che dice il re non si discute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu così che iniziò la ricerca della "Finestra Davanti", con la consapevolezza che la "finestra di dietro" si può aprire solo con la risata pura dell'infanzia, altrimenti si rischia o di non riuscire o di farsi molto male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... ma quella della "Finestra davanti" è un'altra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINE.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1713403922065449090-8213233835708769358?l=unafiaba.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1713403922065449090/posts/default/8213233835708769358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1713403922065449090/posts/default/8213233835708769358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unafiaba.blogspot.com/2008/01/la-finestra-di-dietro.html' title='La finestra di dietro'/><author><name>&lt;a href="http://www.tiraccontounafiaba.it"&gt;Ti racconto una fiaba&lt;/a&gt;</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14971205579817132344</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
